L’ultimo aggiornamento di DJI FlightHub 2 amplia in modo concreto le capacità della piattaforma, introducendo nuove funzioni basate sull’intelligenza artificiale, strumenti di analisi più evoluti e un’integrazione più flessibile con sistemi esterni.

Tra le novità principali troviamo DJI FlightHub 2 Copilot, le nuove panoramiche ultra-definite fino a 500 MP, un Change Detection Pro più avanzato, il supporto all’AI multimodale sui percorsi di volo, il calcolo dell’area superficiale, e il nuovo framework di integrazione Sync 2.0.

Queste migliorie puntano a semplificare il lavoro degli operatori, ridurre i tempi di apprendimento e rendere più efficiente la gestione delle missioni in settori come sicurezza pubblica, ispezioni, edilizia e monitoraggio infrastrutturale.


Le novità più importanti di DJI FlightHub 2

Con questo update, FlightHub 2 non si limita ad aggiungere nuove funzioni: rende più fluido l’intero flusso operativo, dalla pianificazione del volo fino all’analisi dei dati raccolti.

Le novità più rilevanti includono:

  • Copilot AI per controllare missioni e operazioni tramite linguaggio naturale
  • Resource Library unificata per centralizzare file, modelli e contenuti di progetto
  • Panoramiche ultra-clear fino a 500 MP
  • Change Detection Pro con confronto più avanzato tra diversi rilievi
  • AI multimodale nella pianificazione e nelle rotte automatiche
  • Misurazione dell’area superficiale direttamente in piattaforma
  • Sync 2.0 per una connessione più semplice con sistemi enterprise di terze parti
  • Integrazione Safesky per una visione più completa dello spazio aereo

DJI FlightHub 2 Copilot: l’assistente AI integrato nella piattaforma

La novità più evidente è l’arrivo di DJI FlightHub 2 Copilot, un assistente AI nativo integrato direttamente nella piattaforma.

In pratica, invece di navigare tra menu, impostazioni e vari passaggi operativi, l’utente può impartire istruzioni in modo naturale, tramite testo o voce. Copilot interpreta la richiesta, legge lo stato del drone, considera i waypoint annotati nel progetto e traduce tutto in una sequenza di azioni eseguibili.

Questo approccio rende il sistema più accessibile ai nuovi operatori e accelera il lavoro dei team già esperti.

Cosa può fare oggi Copilot

Al momento, le funzioni principali includono:

  • avviare e gestire missioni tramite input testuale o vocale
  • leggere e interpretare waypoint annotati nel progetto
  • comprendere lo stato del drone e adattare le azioni alla richiesta dell’operatore
  • suddividere compiti complessi in passaggi operativi concreti

Alcuni esempi pratici

Ecco qualche esempio di utilizzo in ambito operativo:

  • Pubblica sicurezza: volare verso un waypoint specifico e mantenere l’hover per un controllo visivo
  • Construction: avviare automaticamente una missione pianificata per un determinato sito
  • Energy inspection: rientrare alla dock e generare un riepilogo missione
  • Search & rescue: orbitare attorno a un’area annotata a quota definita

AI multimodale nelle rotte di volo


DJI introduce anche il supporto ai Vision-Language Models (VLM) all’interno della pianificazione delle rotte, non solo durante la visualizzazione in cockpit.

Questo significa che il sistema può spingersi oltre il semplice riconoscimento di categorie predefinite come persone, veicoli o imbarcazioni, andando a identificare una gamma molto più ampia di oggetti e situazioni senza richiedere ogni volta algoritmi separati o training dedicati.

Tra i vantaggi principali:

  • riconoscimento più flessibile in scenari di sicurezza e ispezione
  • maggiore compatibilità con algoritmi AI onboard di terze parti
  • supporto a statistiche, ritardi e report di allerta lungo percorsi di pattugliamento fissi

Analisi dati più ordinata e più veloce

Resource Library unificata

Una delle migliorie più utili lato gestione è la nuova Resource Library, che unifica in un solo punto:

  • libreria media
  • libreria modelli
  • file di progetto e design file

Questo semplifica l’accesso ai contenuti e rende più rapida l’organizzazione dei materiali tra progetti diversi.

Panoramiche ultra-clear fino a 500 MP

FlightHub 2 introduce anche una nuova modalità di panorama ultra-definito, che combina immagini ad alta precisione acquisite con il teleobiettivo e le ricompone in cloud.

Il risultato è un salto importante: si passa da panoramiche da circa 100 MP fino a 500 MP, con un netto miglioramento nella leggibilità dei dettagli a lunga distanza.

Rispetto a workflow più complessi basati su modellazione 2D o 3D, questa soluzione consente di ottenere rapidamente un contenuto molto dettagliato, utile per:

  • ispezioni su ampie aree
  • grandi infrastrutture
  • documentazione di sito ad alta definizione

Change Detection Pro: confronto più preciso nel tempo

Anche il modulo di analisi dei cambiamenti riceve un upgrade importante con il nuovo Change Detection Pro.

La nuova versione sfrutta un modello visivo VLM per superare i limiti precedenti legati all’angolazione, permettendo di confrontare anche immagini non nadirali acquisite dallo stesso waypoint.

Tra le novità più interessanti:

  • split screen nella timeline dell’Analyzer
  • confronto tra due periodi di ispezione sullo stesso punto
  • selezione dell’area interessata, per individuare meglio dove si trovano le variazioni
  • vista affiancata sincronizzata per foto e panoramiche con stesso angolo

Questa funzione è particolarmente utile per:

  • monitoraggio avanzamento lavori
  • controllo infrastrutturale
  • verifica dell’evoluzione di un’area nel tempo

Misurazione dell’area superficiale direttamente in piattaforma

Tra le nuove funzioni dell’Analyzer arriva anche il calcolo dell’area superficiale di un modello, senza dover esportare i dati verso software esterni.

Può essere utile, ad esempio, per:

  • stimare la copertura di materiali su terrapieni o discariche
  • calcolare costi di prato, verde o landscaping su terreni irregolari
  • valutare superfici curve o non standard in ambito architettonico

Meno passaggi, meno strumenti esterni, più velocità dal rilievo alla stima.


Supporto ai sistemi di elevazione nei design file

FlightHub 2 supporta ora il caricamento dei design file con un sistema di coordinate altimetriche configurabile.

L’utente può scegliere un punto di riferimento nel file, assegnare un’altezza sulla mappa e lasciare al sistema il calcolo automatico dell’offset verticale.

Questa funzione torna utile soprattutto quando si devono confrontare rilievi as-built con elaborati progettuali in contesti come:

  • edilizia civile
  • monitoraggio infrastrutturale
  • movimento terra
  • verifica quote e sezioni

Tra gli elementi supportati rientrano anche codici EPSG, file TIFF con offset altimetrico e valori di elevazione fissi.


Sync 2.0: integrazione più semplice con i sistemi enterprise

Sul fronte integrazione, DJI sostituisce il precedente cloud interconnect beta con DJI FlightHub Sync 2.0, un framework aggiornato pensato per collegare più facilmente FlightHub 2 a piattaforme e sistemi di terze parti.

Le novità principali includono:

  • sincronizzazione file a livello progetto, con possibilità di indirizzare output diversi verso bucket differenti
  • sync delle custom flight zone
  • gestione annotazioni via OpenAPI
  • inoltro della telemetria in tempo reale tramite MQTT
  • supporto RTSP per inoltro del live streaming verso piattaforme esterne e control room

In pratica, FlightHub 2 diventa più semplice da integrare in infrastrutture IT enterprise già esistenti.


Integrazione Safesky: una visione più completa dello spazio aereo

Un altro aggiornamento rilevante riguarda la sicurezza dello spazio aereo.

FlightHub Sync ora può integrarsi con dati esterni di airspace management e, lavorando insieme a ADS-B e Remote ID, aiuta a costruire un quadro più completo dei velivoli presenti nell’area operativa.

Per l’Europa, DJI segnala la possibilità di integrazione con Safesky via API, così da ricevere anche dati in tempo reale su droni non ADS-B e su velivoli leggeri nelle vicinanze.

Questo riduce il bisogno di controlli manuali su strumenti esterni prima del volo e può aiutare gli operatori nei contesti dove la conformità normativa richiede una verifica più strutturata del traffico aereo circostante.


Richieste di assistenza più rapide

Sul piano operativo quotidiano, FlightHub 2 introduce anche la possibilità di inviare una richiesta di assistenza con un solo tocco direttamente dalla piattaforma.

Il sistema recupera automaticamente le informazioni del dispositivo, evitando inserimenti manuali e riducendo i tempi nella gestione dei problemi tecnici.

Per chi lavora con flotte, dock o operazioni continuative, è un miglioramento piccolo ma molto concreto.


Conclusioni

Con questo aggiornamento, DJI FlightHub 2 rafforza il proprio posizionamento come piattaforma centrale per la gestione delle operazioni drone in ambito enterprise.

L’introduzione di Copilot AI, l’evoluzione degli strumenti di analisi, la nuova logica di integrazione con sistemi esterni e l’apertura verso dati airspace più completi rendono la piattaforma più matura, più automatizzata e più adatta a flussi di lavoro professionali complessi.

Per team che operano in settori come sicurezza pubblica, ispezioni, costruzioni, energy e monitoraggio avanzato, questo update porta miglioramenti concreti sia in velocità operativa sia in qualità del dato disponibile.


Approfondimenti

Per conoscere tutte le note di rilascio e gli aggiornamenti ufficiali di DJI FlightHub 2 è possibile consultare la documentazione DJI dedicata. https://fh.dji.com/user-manual/en/release-notes

Nota: operare sempre nel rispetto delle normative locali sui droni e delle regole applicabili allo spazio aereo.